Temponauti

Ci sono due tipi di antologie: quelle alla Isaac Asimov, una serie di racconti dello stesso autore che spesso seguono una linea comune, e quelle collettive, dove una moltitudine di autori raccontano la stessa idea guardandola da punti di vista completamente diversi. È come un canto corale dove ogni voce ha un tono, un’intensità, un timbro diverso, ma se ognuno trova il suo spazio all’interno della canzone il risultato sarà una melodia superiore.

In Temponauti la canzone parla dei viaggi nel tempo.
Ogni autore ha seguito questa traccia, interpretandola e manipolandola, ed è una vera e propria sinfonia di voci: alcuni scelgono l’interpretazione letterale del viaggio nel tempo, altri vanno persino oltre, alterando non solo il tempo, ma anche lo spazio. C’è chi dà un’interpretazione più onirica e chi crea e distrugge paradossi con disinvoltura.

Come in un coro, ogni racconto concorre alla bellezza dell’antologia, ma nella scrittura possiamo ben distinguere le voci che più ci colpiscono. Di quattordici autori, tutti di un livello altissimo e di cui ammiro non solo l’inventiva, ma anche lo stile, ho voluto selezionare i cinque che più hanno saputo trasmettermi la sensazione di crono–fantastico che mi aspettavo da questa antologia.

L’ultima lettera

C’è chi dice che la forma epistolare non è vera narrativa. Fabio Aloisio non solo va contro questa linea di pensiero, ma unisce con abilità la vita di personaggi diametralmente opposti alternando le lettere alla normale narrazione.
In questo racconto la razza umana del futuro ha iniziato a inviare nel passato la propria spazzatura in un tentativo disperato di non collassare su se stessa. In questa ambientazione, al limite dell’apocalittico, seguiamo la crescita di tre personaggi attraverso gli anni e vediamo come le avversità li cambiano e plasmano, culminando in un finale che va a mettere insieme ogni più piccolo dettaglio che la narrazione aveva lasciato al lettore fino a quel momento. Una cura nell’intessere l’intreccio della storia che lascerà senz’altro soddisfatti i lettori più esigenti in fatto di trama.

Saluti e baci da Amboise

Chi è il fondatore del viaggio nel tempo? Asimov? Einstein? Hawking? Sbagliato! In questo racconto Lanfranco Fabriani ci trasporta in un mondo in cui i temponauti non sarebbero mai esistiti senza il contributo essenziale di Leonardo da Vinci, e per far sì che la storia non venga alterata vengono allestite varie squadre sparse in giro per il mondo e per le epoche. Parlando di una storia sui viaggi nel tempo verrebbe da pensare che il fulcro di tutti i racconti stia nella logica di questi viaggi, gli intrecci elaborati e la prevenzione dei paradossi; Fabriani invece ci fa affezionare ai personaggi, alle loro vicende e alle loro relazioni. Il viaggio nel tempo è integrato in modo che sia sì l’elemento portante della trama, ma allo stesso tempo qualcosa di perfettamente naturale: nessuno si fa domande sul perché c’è un treno in Assassinio sull’Orient Express, no?

Chronology

I viaggi nel tempo possono essere anche viaggi nella memoria, ed è in questo campo che Flavia Imperi ha esplorato il concetta di temponauta. Cosa potrebbe accadere a una persona se le venissero fatti rivivere ricordi sopiti nella sua mente? Spesso, parlando con dei conscenti o guardando un film che abbiamo visto molto tempo prima, scopriamo che ciò che ricordiamo non è sempre vero, o è addirittura totalmente falso. E se potessimo rivedere il nostro passato, scoprire dove sono gli errori della nostra memoria, che impatto avrebbe su di noi e su chi ci sta intorno? Imperi ci porta a riflettere su questa domanda presentandoci un uomo di successo e senza paure che viene messo in crisi dalle proprie stesse memorie. E se lui era così vulnerabile, noi possiamo sentirci al sicuro?

Caccia al Tesoro

Sempre di ricordi si parla, ma questa volta Leonardo Patrignani ci porta all’interno di quelli di un’altra persona. Sapere tutto di qualcuno è impossibile: ci sarà sempre qualcosa che non riusciamo a capire, qualcosa che non possiamo sapere. E se per ventiquattro ore potessimo esplorare tutta (o quasi) la sua vita, riusciremmo comunque a capirla, oppure ci perderemmo nei suoi ricordi per cercare conferme e smentite di ciò che pensiamo? Patrignani nell’angusto spazio che un racconto ti mette a disposizione dà prova di un’impressionante maestria nella gestione di ben sette personaggi, tutti con un unico obiettivo: scoprire i segreti nascosti nei ricordi dell’uomo davanti a loro.

Corpi Paralleli

Quando si parla di viaggio nel tempo, in genere, si pensa a viaggi pianificati, spesso di un individuo che parte e arriva nello stesso luogo. Giovanna Repetto porta il viaggio del tempo su un altro livello, o meglio, su un altro pianeta. I protagonisti di questo racconto, due ragazzi genovesi, si ritrovano a rimbalzare tra la Terra e un altro pianeta, in un altro tempo, in altri corpi. E in questo ping pong spaziotemporale intergalattico Repetto allestisce il suo intreccio, sfruttando appieno ogni minimo elemento cronologico e umano, allontanando e avvicinando i due ragazzi nei loro tempi e facendoli scontrare con la dura realtà della storia.



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